Cosa significa MUDA e cosa sono i 7 sprechi

“Muda” è un termine giapponese che letteralmente significa spreco e concretamente significa che stiamo sbagliando qualcosa.

Questo perché nella lean production gli sprechi, i muda, sono banditi, non ce li si può permettere. Non producono alcun valore per il cliente e, anzi, i muda generano solo costi.

Ogni attività che non ci consente di investire in maniera produttiva le nostre energie è da considerarsi inutile: un muda!

In questo articolo illustreremo quali sono i sette inammissibili sprechi della lean production, partendo dal più grave:

1-Sovrapproduzione

Blasfema più di una bestemmia, la sovrapproduzione è la prima cosa che rovina l’intero andamento aziendale. No, ok, la questione non è così tragica (o almeno non ancora). Uno dei pilastri della lean production è il fatto che si debba produrre solo in risposta alla domanda del cliente.

La sovrapproduzione invece è la produzione eccessiva (e quindi inutile) di beni che spesso poi non vanno venduti, o quantomeno non a pieno prezzo. È il muda più costoso perché coinvolge sia le risorse aziendali del magazzino che dei macchinari.

2-Attesa

A nessuno piace aspettare, soprattutto non ai clienti. Per questo è bene individuare questo muda, ovviamente nel minor tempo possibile, ed evitare che vi siano tempi di attesa durante la fase di produzione. Bisogna pretendere una perfetta sincronia tra le fasi della produzione ed eliminare i processi che alterano quest’ equilibrio.

Questo problema si riconosce facilmente, basta vedere un operatore “girarsi i pollici” mentre attende il materiale o un macchinario temporaneamente inattivo.

3-Trasporti

Il trasporto è una di quelle attività che non creano alcun valore e inoltre comporta il rischio che il prodotto si danneggi durante il tragitto. È necessario quindi identificare quali siano i trasporti effettivamente indispensabili ed eliminare gli altri, che costituiscono muda.

4-Processo produttivo

Si incorre in questo spreco quando il processo produttivo non è efficiente a causa dei macchinari. Questi possono essere obsoleti, oppure producono più beni di quelli che effettivamente servono.

È bene monitorare costantemente ogni fase della lavorazione e identificare quali processi eliminare

5-Scorte

Tutti i prodotti in eccesso sono uno spreco sia di spazio che di risorse e stanno ad indicare che in quel momento non viene prodotto alcun valore. Infatti, una gran quantità di scorte significa che non stiamo vendendo abbastanza, e dunque non ha senso continuare a produrre per occupare prezioso spazio in magazzino, non avremo prodotti buoni, ma muda.

6-Spostamenti inutili

Ogni azione è movimento, di conseguenza anche il lavoro; in particolare, il lavoro è quell’azione volta a produrre valore. Se ci accorgiamo che nel nostro processo produttivo vi sono azioni che non producono valore, è bene adoperarsi per eliminarle subito.

7-Rilavorazioni

Ogni volta che viene prodotto un pezzo difettoso, bisogna correggerlo e investire sia tempo che soldi per farlo. Se il difetto viene rilevato all’interno della fabbrica i tempi di produzione aumenteranno perché rallentati; se fosse il cliente a rilevarlo crescerebbe anche il costo.

Infatti, oltre alle spese “standard” per riparare il prodotto, bisogna aggiungere quelle del trasporto e della consegna. Per ridurre al minimo i pezzi difettosi bisogna controllare ogni fase del ciclo produttivo e identificare in quale è più alta la probabilità che si generi il difetto.

Sappiamo quanto sia difficile in un primo momento applicare così tanti cambiamenti, ma la buona notizia è che potete gestirli nella maniera più consona al vostro metodo lavorativo.

Non bisogna per forza agire contemporaneamente su tutti i fronti, ma procedere a piccoli passi puntando ad un miglioramento continuo e costante della produzione aziendale.

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